Punti di S(vista) del campionato - 15° giornata di Campionato serie A 2017/18 PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Ghigna   

Il big match del San Paolo ha visto la Juventus vincere di misura contro un Napoli molto deludente; probabilmente il Napoli ha disputato la peggiore gara della sua stagione per quanto riguarda il campionato, complice forse la stanchezza, forse il mal di vertigine e la troppa ansia ad affrontare tra campionato e Champions League gare che contano. Sta di fatto che contro Inter e Juventus al San Paolo il Napoli ha raccolto un solo punto senza segnare agli avversari. La mancanza di ricambi di qualità è una caratteristica degli uomini di Sarri i quali comunque restano ancora in corsa per la vittoria finale. Di certo qualcosa il Napoli deve cambiare: la campagna acquisti di gennaio non potrà certo colmare la lacuna di mancanza di giocatori di qualità da tenere in panchina e pronti per entrare in campo in qualsiasi momento della gara ed anche Sarri dovrà per forza di cose fidarsi maggiormente degli uomini che ha a disposizione per non rischiare di arrivare a fine stagione con i giocatori cotti e stracotti. La Juventus ha disputato una gara tatticamente perfetta, di personalità, aspettando il suo avversario per colpirlo al momento giusto. La difesa bianconera ha ben retto gli attacchi del Napoli spesso prevedibili e sterili e con un gol capolavoro dell’ex Higuain ha ottenuto tre punti pesantissimi che la mantengono ancora in corsa per il titolo finale.

Scudetto che vede anche una terza squadra ovvero l’Inter poterselo giocare; la netta vittoria casalinga contro il Chievo dimostra ancora una volta la forza della squadra di Spalletti che se dovesse passare indenne dalla prossima gara in trasferta con la Juventus potrebbe senza dubbio arrivare a conquistare il titolo a maggio. I nerazzurri sono ormai squadra ben strutturata, ben coperta in difesa , con un centrocampo in grado di saper difendere e saper con velocità far ripartire le azioni di attacco. Due uomini sulle fasce in grado di saltare il proprio avversario creando superiorità numerica in grado di servire la punta avanzata Icardi vero bomber e miglior attaccante del torneo con Higuain per caratteristiche ed affidabilità. Anche a Spalletti probabilmente manca qualcosa come ricambi ma il fatto di non disputare alcuna coppa durante la stagione è senza dubbio un vantaggio da tenere in considerazione. La Roma torna alla vittoria e rimane nelle zone alte della classifica battendo una Spal troppo inferiore ad essa: senza Spalletti e con la perdita di giocatori importanti la Roma è riuscita a non sentirne la mancanza e l’ottimo lavoro di Di Francesco, tecnico serio e preparato, ha consentito ai giallorossi di essere protagonisti in questo torneo. Stesso discorso vale per la Lazio che sul campo della Sampdoria, squadra ostica che in casa non aveva ancora perso ed aveva anche battuto la Juventus, ottiene tre punti preziosi. La gara è stata molto bella e ben giocata da entrambe le squadre che si sono affrontate a viso aperto con molta grinta, determinazione, ottime ripartenze e buon palleggio. La Lazio è sembrata più cattiva ed al momento giusto ha saputo sferrare la zampata vincente nonostante lo svantaggio ottenuto durante la gara. Continua a deludere invece il Milan che nonostante il cambio in panchina tra Montella e Gattuso non riesce a vincere contro il Benevento, ultimo in classifica a zero punti. Il gol subito a fine gara su un cross a seguito di una punizione, gol segnato dal portiere avversario è entrato nella storia sia del Benevento, sia del Milan e sia del calcio. I limiti della squadra rossonera sono noti a tutti e vengono a galla immancabilmente ad ogni gara; forse ci vorrebbe un esorcista ( disse Mihajlovic ai tempi ) per togliere il malocchio ai rossoneri ma accusare Gattuso di aver sbagliato il cambio Zapata Suso nel finale è decisamente sbagliato. Suso è stato il peggiore in campo, non ha mai saltato l’uomo, non ha mai fatto un tiro in porta pericoloso e sicuramente andava sostituito prima ma dai suoi piedi ci si aspettava anche improvvisamente una giocata vincente. Se Abate appena entrato si è fatto bruciare dall’avversario in campo dal primo minuto, la responsabilità rimane solo ed esclusivamente da attribuire ad Abate stesso. Se sulla punizione il portiere avversario non viene marcato da Musacchio, altro giocatore deludente e mai presente in fase difensiva, è chiaro che la colpa è di Musacchio stesso. Di certo se il Milan avesse vinto non avrebbe risolto i suoi innumerevoli problemi ma pareggiando in questo modo la ferita rimane aperta e ci vorrà ancora molto tempo per cicatrizzarla definitivamente.

Editoriale a cura di Fabio Ghigna-opinionista sportivo

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